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" E' stato bello "
"E’ stato bello te ed io ieri notte. Quando ci rivediamo?", questo il testo del messaggio WhatsApp che un tassista romano di quarantasei anni ha inviato ad una cliente che aveva stuprato la notte precedente. Tanto sconvolgente e anomalo come la temperatura di questo settembre che supera ancora, unendo da Nord a Sud il Belpaese, i 30 gradi. Il colmo è che lei non avrebbe rammentato niente in quanto ebbra.
Un recidivo. Se è vero che nell'aprile 2017 la vittima fu una turista ventenne americana e nel gennaio 2020 un'impiegata trentaquattrenne romana. Ma potrebbero aggiungersene - molte - altre. A febbraio 2019 una diciassettenne australiana si lanciò da un balcone dopo aver confidato ad un'amica di esser stata violentata da un tassista il mese prima.
Si può pensare scegliesse con furbizia le sue prede, vista l'ubriachezza della seconda che non ricordava proprio nulla ma che, come hommage, si trovò un livido su una gamba. Il peccatore vorace e disinvolto si spinse così oltre da accompagnarla fin nel di lei appartamento, sorreggendola o magari portandola in braccio come una sposa, e consumare comodamente lì i rapporti con lei incosciente. Ad incastrarlo le stesse celle telefoniche agganciate per l’intera notte dal suo cellulare e quello della donna.
Approfondendo si capisce non era così astuto. Invece di portare la prima all'albergo dove soggiornava, fin dall’inizio della corsa quando gli sedeva accanto la palpeggiò in modo audace per poi accostare il taxi in luogo fuori mano e, passati sul sedile posteriore, gettarlesi addosso tentando di spogliarla ed abusarne. Salvezza per lei urlare a squarciagola, facendolo volatilizzare al volante a velocità di fuga razzo.
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Fonti:
https://bit.ly/32Fjt0q
https://bit.ly/3mv3kme
https://bit.ly/3c8Q9CO
https://bit.ly/35MFg8n
https://bit.ly/3hJNhNJ

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