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L'imam omosessuale

 

Gay, sposato e divorziato con un uomo sudafricano a Città del Capo, sieropositivo dall’adolescenza. Premesse per una vita complessa quelle di quest’uomo di quarantatrè anni di origine algerina, magro e sfuggente, che fuma una sigaretta elettronica, notevolmente complicate dalla sua fede musulmana e dall’essere imam

 

Cresce tra Algeria e Francia. Da bambino si sente in parte ragazzo, in parte ragazza. Inizia a rendersi conto della sua omosessualità a dodici anni, in Algeria, quando nutre sentimenti per un conoscente più anziano. Intorno ai 17 anni ne ha la certezza. Sa bene quanto la cultura islamica condanni il suo stato e che nel suo Paese essere omosessuale è un crimine. Tre anni di prigione se ci si dichiara gay, dieci se lo si promuove. 

 

Ludovic Mohamed Zahed più in là respira a pieni polmoni la libertà che gli era stata negata dalla famiglia immergendosi nella comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) francese. 

 

A ventiquattro anni rifiuta l'Islam e si avvicina al buddismo e al cristianesimo. Qualche tempo dopo riabbraccia l’Islam senza rinunciare alla sua identità sessuale e qualche anno più tardi apre a Parigi la prima sala di preghiera al mondo che accoglie LGBT e femministe. Viene quindi minacciato di morte. 

 

Attualmente vive nello spazio protetto, il Calem Institute, che ha creato per musulmani omosessuali a Belsunce, quartiere povero di Marsiglia, città-porta del Mediterraneo, con una secolare storia di arrivi, partenze e traffici, leciti ed illeciti, un melting pot di immigrati francesi, algerini, corsi, tunisini, catalani, subsahariani, italiani, turchi, cinesi, vietnamiti, caraibici, rumeni e polacchi. Accoglie i musulmani omosessuali perseguitati nel loro paese natale, respinti dalla loro comunità, minacciati da padri e fratelli che li vogliono uccidere, tacciati di essere pervertiti, alla ricerca di un nascondiglio. Scappano da Stati come l’Uganda, dove l’omosessualità è punita con l’ergastolo. Il sostegno che trovano in Ludovic Mohamed è spirituale e materiale. 

 

Lui è apertamente schierato a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso: nel 2014 ha sposato due donne musulmane iraniane a Stoccolma. E’ orgoglioso di sé e si dichiara in pace. Mentre altri imam gay, come Musua Jusshua Atasoy, vogliono seguire il suo esempio.

 

© Riproduzione riservata     

 

Fonti:
https://bit.ly/3h0wuFU
https://bit.ly/35ceZjP
https://bit.ly/3lQU8bz
https://bit.ly/32WCFWx
Riguardo l’argomento vi sono ulteriori innumerevoli articoli sul web.

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