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Le cortigiane
Quelle della ricca, tollerante e decadente Venezia erano note in tutto il mondo per la loro arte seduttiva. Nel Rinascimento in città ne esistevano di due tipi: simili alle comuni prostitute, di ceto basso, e le colte, artiste e letterate. Praticavano il mestiere vicino al Ponte di Rialto, nei pressi del quale erano costrette ad abitare, e vicino a San Cassiano, soprannominata zona delle carampane (nomignolo ironico che indicava le vecchie prostitute). Il Rio Terà delle Carampane arriva fino al ponte delle Tette, dal quale loro si affacciavano con i seni scoperti per allettare i passanti. A volte si mettevano in mostra alla finestra di casa completamente nude per attrarre clienti.
Il Catalogo di tutte le principale et più honorate cortigiane di Venezia era un elenco che indicava nome, indirizzo e tariffe delle più in vista. Erano eleganti ed argute. La loro conversazione piacevole. Inanellavano motti di spirito e giochi di parole, con una grazia calcolata che celava lo sforzo che li aveva prodotti, facendoli apparire frutto di una dote naturale.
Nacquero nel XV secolo, quando i chierici della corte papale, a cui era proibito sposarsi, presero l’abitudine di accompagnarsi a donne escort, quindi non sposabili, istruite ed educate e perciò adatte alla conversazione e presentabili in società. Le cortigiane, una nuova classe di prostitute dell’Europa cristiana, da Roma si diffusero in altre città d’Italia, tra cui Venezia, e in Europa.
In un periodo in cui i matrimoni venivano combinati per ragion di stato, assecondando il patrimonio delle casate, se non si aveva dote il destino era lavorare come sguattera, cameriera, farsi monaca o darsi… alla ‘carriera’.
La più famosa di tutte fu Imperia Cognati, detta ‘Imperia La Divina’ (Roma, 1486 – 1512). Paris de Grassis, il maestro di cerimonie di papa Giulio II, si presume ne possa essere stato il padre. Dei suoi – pochi ma facoltosi – clienti, il principale fu il banchiere più ricco del mondo dell’epoca, Agostino Chigi. Un altro Raffaello, che la dipinse spesso. Altri ancora, uomini di Chiesa, fra cui Jacopo Sadoleto che divenne cardinale.
Un’altra celebre prostituta d’alto bordo, Veronica Franco (Venezia, 1546 – 1591), come altre del suo secolo, fu pure poetessa. A diciannove anni, era ricompresa nel Catalogo di tutte le principale et più honorate cortigiane di Venezia come “Veronica Franco, a Santa Maria Formosa, pieza so mare, scudi 2”. Figlia di lussuria e bellezza, colta e brillante, ambita e corteggiata, riceveva doni di ogni sorta. Fu la madre ad avviarla alla sua stessa professione per mantenere la famiglia. Ad insegnarle ad esplorare il piacere, ad assumere il giusto portamento, a svelarle gli artifizi seduttivi, ad indurla a studiare ed informarsi per essere preparata nella conversazione. La rese consapevole che il desiderio si forma nella mente e che per conquistare un uomo doveva docilmente illuderlo di essere al centro dell’universo. Per operare un’accurata scelta degli amanti, la istruì a distinguerne i diversi tipi. Poi a non essere schizzinosa per non farsi odiare. Ad amare l’amore ma non l’uomo, per non cadere sotto il suo potere.
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Fonti:
https://bit.ly/2ZvYcV1
https://bit.ly/3hoEW1T
https://bit.ly/2ZuoLda
The honest courtesan, Margaret F. Rosenthal, University of Chicago Press

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