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Villa Inferno
Pippavano (o, per usare il loro gergo, si facevano una ‘fattanza’) le righe di coca che avevano steso sui corpi nudi delle ragazzine, anche minorenni. Le trattenevano anche per giorni in orge con cadenza settimanale tanto che, quando tornavano a casa, erano irriconoscibili da quanto stravolte. Le rendevano dipendenti dalla coca – che scorreva a fiumi – che consumavano anche loro, cosicché tornavano e ritornavano.
Le abbagliavano con lo specchietto per allodole delle lussuose location dei festini: sfarzose ville sui colli (provviste di sauna e piscina), un albergo e appartamenti in zone chic di Bologna. Con soldi e regali facili, in cambio della loro disponibilità sessuale: 150,00 – 300,00 euro per volta, se andava bene; quanto bastava per farsi le unghie delle mani se andava magra. Con promesse di girare il mondo raggiunta la maggiore età.
Giochi e rapporti sessuali con altre giovanissime e donne più mature, quando non erano più lucide e non potevano opporre resistenza, per il piacere della vista di chi guardava, che spesso filmava con seguito di amici e diffondeva i video in chat. Rapporti sessuali, anche di gruppo, col proprietario della villa e altri uomini, sotto il condizionamento del debito per la grande quantità di droga assunta e di essere ospiti in casa d’altri.
Principale teatro delle vicende una villa tra Pianoro e Rastigliano, in via dei Pini 17, a mezz’ora d’auto da Bologna, proprietà dell’imprenditore di 49 anni Davide Bacci, passata all’onore della cronaca come famigerata ‘Villa Inferno’.
Luca Cavazza, l’adescatore, il talent scout, era giovane: 27 anni. Agente immobiliare. Patito del Duce. Sostenitore di molte campagne elettorali del centrodestra, aveva acquisito visibilità in ambito sociale tramite candidature politiche, tra l’altro con risultati non brillanti, e in campo sportivo, gravitando attorno al mondo di una squadra di pallacanestro, la Virtus Bologna. Si faceva notare coordinando il tifo al microfono durante le partite: un leader. Procurare carne fresca per i festini degli amici in cui era parte attiva era diventata un’attività quasi professionale.
Amici tutti in vista, della Bologna bene: l’imprenditore edile proprietario della villa, un avvocato civilista, U.M., di 45 anni di uno studio legale di rilievo, un ristoratore di un locale di grido, il parrucchiere 47enne Fabrizio Cresi, di Cesena, arrestato in flagranza in quanto in possesso di alcuni grammi di stupefacente, un altro immobiliarista, P.R., di 45 anni. La lista però di giorno in giorno si allunga. Tra l’autunno 2019 e la primavera 2020 si dividevano i compitini per la riuscita delle feste.
Ora l’avvocato dichiara che la diciassettenne era la sua fidanzata, del quale era innamoratissimo. La di lei famiglia era contenta della relazione, tanto da invitarlo alla cena di Natale 2019. Il rapporto però finì dopo qualche mese, quando la ragazzina iniziò a frequentare un immobiliarista della cricca.
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Fonti:
https://bit.ly/2EIGKFt
https://bit.ly/2QAVVmD
https://bit.ly/3b78KOU
https://bit.ly/2QDwSj0
https://bit.ly/2YKTu5v
https://bit.ly/3gKKfIt
https://bit.ly/2EC9uzS

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